Vi riproponiamo il dibattito sui socialisti tra Marco Giovannelli (direttore di Varesenews) e Giuseppe Nigro (Segretario del PSI provinciale di Varese):
Giovannelli 1
De Biase
Giovannelli 2
Nigro
mercoledì 21 settembre 2011
lunedì 4 luglio 2011
Le PMI di Varese e il fallimento della politica leghista
A metà anni Ottanta a dialogare con la PMI impresa in provincia di Varese erano i socialisti. Il progetto Varese 2000 aveva fra i suoi estensori il prof. Francesco Forte, erano anni di crescita di quel mondo produttivo molecolare che rivendicava ruolo rispetto alla grande azienda, al tempo, in piena crisi.
I vent'anni intercorsi dal crollo della prima Repubblica che hanno visto piccoli imprenditori e artigiani varesini riconoscere nella Lega Nord il partito di riferimento sembrano al termine. Il recente convegno di CONFAPI Varese, tenutosi a Villa Ponti, il 24 giugno 2011 è stato piuttosto schizofrenico. Il convegno si è caratterizzato per un format che avrebbe dovuto tributare il trionfo della classe dirigente leghista, non a caso il titolo dell'iniziativa recitava: "Le piccole e medie imprese tra federalismo e legalità", temi su cui il ministro Maroni ha costruito le sue fortune. In realtà nonostante i toni garbati evidenti erano le critiche presenti nella relazione introduttiva del presidente Franco Colombo.
"Un governo ha dichiarato nel suo intervento Colombo - che permette il mantenimento del reato penale per Iva non versata superiore ai 50.000 euro vuol dire che non ha capito il messaggio del mondo produttivo che chiede di pagare l'Iva per cassa e non per competenza..". Ulteriori critiche riguardano i costi della burocrazia, l'incertezza della giustizia civile, le mancate liberalizzazioni ha continuato Colombo.
"L'interesse pubblico - ha proseguito Colombo - non è evitare che partano aerei dall'Italia verso Shangai da Malpensa … ma impedire che bastimenti pieni di prodotti non a norma provenienti dall'estero invadano i nostri mercati e distruggano le nostre aziende".
I presenti hanno ovviamente tributato applausi ai politici della Lega, ma si può dire che, ormai, alle favole raccontate per vent'anni incominci a non credere più neppure lo zoccolo duro della base sociale del movimento leghista. Ciò non vuol dire che i piccoli imprenditori siano, oggi, disponibili a riprender dialoghi interrotti.
Essi ad esempio poco affrontano le differenze che esistono fra aziende che esportano e quelle rivolte esclusivamente al mercato interno. È noto, infatti, che le PMI che non guardano oltre confine sono penalizzate a causa dei minori consumi interni. Autorevoli studiosi come Giulio Sapelli sostengono inoltre che esistono “troppe imprese inutili che sarebbe più saggio e utile al sistema Paese, far fallire per lasciare spazio ad aziende più innovative e capaci di stare sul mercato".
L'affermazione è provocatoria, ma senza voler sposare tesi tanto ardite si può senz'altro affermare che il nanismo industriale che in provincia di Varese è stato un modo per narcotizzare il conflitto e indebolire la capacità di contrattazione dei lavoratori dipendenti, non serve allo sviluppo e alla crescita da più parti invocata. Di PMI, continua ad occuparsi pure Francesco Forte che individua nella scarsa attenzione delle banche e nel regime fiscale “dispersivo, non mirato alla produttività", in una tassazione eccessivamente elevata, in fattori di costo come l'Irap”, una rigidità del mercato del lavoro eccessivi, i fattori del ritardo della ripresa.
Al di là dei climi celebrativi, che pure ci sono ancora stati nel convegno Confapi di Varese, la Lega come sindacato del territorio, dopo vent'anni, presenta un bilancio fallimentare. Forse, i piccoli e medi imprenditori non sono ancora pronti per riprendere un dialogo interrotto vent'anni fa, ma la cultura del socialismo in Lombardia e a Varese deve essere pronta per un appuntamento che forse non è lontano.
Giuseppe Nigro
Segretario Federazione PSI Varese
martedì 21 giugno 2011
L’imbroglio di Pontida (di Emanuele Macaluso)
(da Il Riformista http://ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/399868/)
La situazione politica italiana diventa sempre più incomprensibile e senza una prospettiva. A Pontida abbiamo assistito a uno spettacolo avvilente e inconcludente con i giornali che si dedicano a interpretare le frasi smozzicate di Bossi il quale ha provocato un rumore assordante per dire quel che Feltri sintetizza in tre parole nel grande titolo del Giornale: «Bossi non tradisce». Infatti c’è un capo, un padrone e chi dubita e si stacca dalla coalizione “tradisce”.
Fini che non accettava più il partito padronale è indicato come “traditore”. Le posizioni politiche non contano: occorre sapere se tradisci o no il Cavaliere. Ma non basta radunare alcune migliaia di persone “fedeli al piccolo capo” per dare una risposta alla crisi politica della Lega. Bossi e i suoi colonnelli non hanno capito che gli elettori che non hanno più votato il Carroccio non sono quelli di Pontida, ma una fascia larga di ceto medio, di professionisti stufi delle parole senza senso che hanno risentito domenica. Sono questi elettori che oggi si chiederanno: e ora? Siamo punto e daccapo. C’è una maggioranza raccogliticcia in cui il ricatto è “regola” accettata, un governo che non governa nulla, mentre la situazione economica e sociale appare ingovernabile.
In quale paese è possibile vedere il ministro degli interni che prende la parola a Pontida, accanto a Bossi che chiama “capo”, per contrapporsi all’Europa, considerata “nemica”, alla Nato che non fa il “blocco navale” in Libia, e, infine, grida: “viva la Padania indipendente”. E con questa base politica si autocandida alla Presidenza del Consiglio.
Abbiamo visto Ministri in camicia verde che promettono ministeri a Milano e Monza (Caldoro ne vuole uno a Napoli!), evasione di multe ai produttori di latte, riduzione di imposte e altre cose, chiedendo tutto all’”amico Giulio”. Il quale, però, nelle stese ore, tenendo conto degli ammonimenti delle agenzie di rating e della UE, va alla riunione dell’Eurogruppo in Lussemburgo, annunciando che la manovra di 40 miliardi di euro deve essere anticipata a questa estate.
Con quale governo e con quale maggioranza Tremonti vuole mettere in atto un’operazione che, a suo dire, è inevitabile per evitare, scusate il bisticcio, che il nostro paese faccia la fine della Grecia? In questo quadro scuro l’on. Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dice che dopo Pontida “vede una schiarita e va avanti”.
La situazione politica italiana diventa sempre più incomprensibile e senza una prospettiva. A Pontida abbiamo assistito a uno spettacolo avvilente e inconcludente con i giornali che si dedicano a interpretare le frasi smozzicate di Bossi il quale ha provocato un rumore assordante per dire quel che Feltri sintetizza in tre parole nel grande titolo del Giornale: «Bossi non tradisce». Infatti c’è un capo, un padrone e chi dubita e si stacca dalla coalizione “tradisce”.
Fini che non accettava più il partito padronale è indicato come “traditore”. Le posizioni politiche non contano: occorre sapere se tradisci o no il Cavaliere. Ma non basta radunare alcune migliaia di persone “fedeli al piccolo capo” per dare una risposta alla crisi politica della Lega. Bossi e i suoi colonnelli non hanno capito che gli elettori che non hanno più votato il Carroccio non sono quelli di Pontida, ma una fascia larga di ceto medio, di professionisti stufi delle parole senza senso che hanno risentito domenica. Sono questi elettori che oggi si chiederanno: e ora? Siamo punto e daccapo. C’è una maggioranza raccogliticcia in cui il ricatto è “regola” accettata, un governo che non governa nulla, mentre la situazione economica e sociale appare ingovernabile.
In quale paese è possibile vedere il ministro degli interni che prende la parola a Pontida, accanto a Bossi che chiama “capo”, per contrapporsi all’Europa, considerata “nemica”, alla Nato che non fa il “blocco navale” in Libia, e, infine, grida: “viva la Padania indipendente”. E con questa base politica si autocandida alla Presidenza del Consiglio.
Abbiamo visto Ministri in camicia verde che promettono ministeri a Milano e Monza (Caldoro ne vuole uno a Napoli!), evasione di multe ai produttori di latte, riduzione di imposte e altre cose, chiedendo tutto all’”amico Giulio”. Il quale, però, nelle stese ore, tenendo conto degli ammonimenti delle agenzie di rating e della UE, va alla riunione dell’Eurogruppo in Lussemburgo, annunciando che la manovra di 40 miliardi di euro deve essere anticipata a questa estate.
Con quale governo e con quale maggioranza Tremonti vuole mettere in atto un’operazione che, a suo dire, è inevitabile per evitare, scusate il bisticcio, che il nostro paese faccia la fine della Grecia? In questo quadro scuro l’on. Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dice che dopo Pontida “vede una schiarita e va avanti”.
Avanti dove? È il paese che va a sbattere.
venerdì 10 giugno 2011
I socialisti all'europride!
“Non c’è motivo per condannare la libera scelta sui diversi orientamenti sessuali e le diverse forme di famiglia, ma ci sono tantissimi buoni motivi per difenderla”.
A dirlo è il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, che annuncia la partecipazione di una delegazione della segreteria nazionale al corteo organizzato da EuroPride l’11 giugno- che partirà alle 14 da Piazza dei Cinquecento e si snoderà lungo il centro di Roma per arrivare attorno alle 20 a Circo Massimo- e invita militanti e simpatizzanti del Psi a mobilitarsi per prenderne parte. Alla manifestazione parteciperà anche una delegazione della FGS con il suo segretario nazionale, Luigi Iorio.
“Sosteniamo convintamente la causa della comunità LGBT – continua il leader socialista- perchè non sia più oggetto di pregiudizi, discriminazioni o atteggiamenti omofobici e per difendere e riaffermare i principi di libertà e diritto a vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e di genere, da sempre parte integrante dei valori e delle idee dei socialisti italiani ed europei.
A dirlo è il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, che annuncia la partecipazione di una delegazione della segreteria nazionale al corteo organizzato da EuroPride l’11 giugno- che partirà alle 14 da Piazza dei Cinquecento e si snoderà lungo il centro di Roma per arrivare attorno alle 20 a Circo Massimo- e invita militanti e simpatizzanti del Psi a mobilitarsi per prenderne parte. Alla manifestazione parteciperà anche una delegazione della FGS con il suo segretario nazionale, Luigi Iorio.
“Sosteniamo convintamente la causa della comunità LGBT – continua il leader socialista- perchè non sia più oggetto di pregiudizi, discriminazioni o atteggiamenti omofobici e per difendere e riaffermare i principi di libertà e diritto a vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e di genere, da sempre parte integrante dei valori e delle idee dei socialisti italiani ed europei.
lunedì 6 giugno 2011
I socialisti varesini contro la terza pista a Malpensa
Riesplode il dibattito sulla terza pista di Malpensa dopo la presa di posizione contraria di AssAereo, l'associazione dei vettori legata alla Confindustria.
La questione dell'aeroporto di Malpensa ha da sempre visto la classe politica della provincia di Varese in posizione subordinata a quella milanese. La classe dirigente leghista aveva già dimostrato la sua subalternità a Berlusconi al tempo del ritiro di Alitalia da Malpensa. Non uno dell'inner circle di Bossi si è premurato di tutelare l'economia locale.
Che dire dunque? In Lombardia il quadro politico del potere locale va modificandosi. La vittoria di Giuliano Pisapia a Milano sicuramente apre nuovi orizzonti e una gestione più oculata delle risorse pubbliche. La vittoria del centrosinistra guidato da Edoardo Guenzani a Gallarate consente di rivedere antichi e abusati rapporti fra la metropoli lombarda e le città vicine.
Noi socialisti siamo convinti della necessità di interrompere le politiche pubbliche che hanno deturpato e consumato in modo scriteriato il territorio della provincia di Varese. Una terza pista non serve, né all'aeroporto, né allo sviluppo del territorio. Farebbe soltanto la felicità di grandi imprese costruttrici, della speculazione. Serve invece un piano per la gestione funzionale degli aeroporti della Lombardia; più che farsi concorrenza essi dovrebbero specializzare le rispettive funzioni al servizio della regione e dell'intero Nord Italia. Per realizzare un simile piano occorrono opere infrastrutturali di collegamento, ancora oggi, poco sviluppate.
Riteniamo fin d'ora che enti locali e provincia si debbano mobilitare per tutelare il territorio. Alcuni giorni fa, all'assemblea annuale dell'Univa, l'industriale Cuccinelli, in un moto di compiacenza cercava di stabilire analogie fra il territorio varesino e quello umbro, dove opera la sua azienda. Nessun ha osato rispondergli che la provincia di Varese non può più permettersi di utilizzare neppure un centimetro del suo territorio a fini speculativi, pena la distruzione definitiva dei tratti morfologici di un ambiente già oggi seriamente compromesso.
La questione dell'aeroporto di Malpensa ha da sempre visto la classe politica della provincia di Varese in posizione subordinata a quella milanese. La classe dirigente leghista aveva già dimostrato la sua subalternità a Berlusconi al tempo del ritiro di Alitalia da Malpensa. Non uno dell'inner circle di Bossi si è premurato di tutelare l'economia locale.
Che dire dunque? In Lombardia il quadro politico del potere locale va modificandosi. La vittoria di Giuliano Pisapia a Milano sicuramente apre nuovi orizzonti e una gestione più oculata delle risorse pubbliche. La vittoria del centrosinistra guidato da Edoardo Guenzani a Gallarate consente di rivedere antichi e abusati rapporti fra la metropoli lombarda e le città vicine.
Noi socialisti siamo convinti della necessità di interrompere le politiche pubbliche che hanno deturpato e consumato in modo scriteriato il territorio della provincia di Varese. Una terza pista non serve, né all'aeroporto, né allo sviluppo del territorio. Farebbe soltanto la felicità di grandi imprese costruttrici, della speculazione. Serve invece un piano per la gestione funzionale degli aeroporti della Lombardia; più che farsi concorrenza essi dovrebbero specializzare le rispettive funzioni al servizio della regione e dell'intero Nord Italia. Per realizzare un simile piano occorrono opere infrastrutturali di collegamento, ancora oggi, poco sviluppate.
Riteniamo fin d'ora che enti locali e provincia si debbano mobilitare per tutelare il territorio. Alcuni giorni fa, all'assemblea annuale dell'Univa, l'industriale Cuccinelli, in un moto di compiacenza cercava di stabilire analogie fra il territorio varesino e quello umbro, dove opera la sua azienda. Nessun ha osato rispondergli che la provincia di Varese non può più permettersi di utilizzare neppure un centimetro del suo territorio a fini speculativi, pena la distruzione definitiva dei tratti morfologici di un ambiente già oggi seriamente compromesso.
venerdì 27 maggio 2011
GRAVI EPISODI DI INTIMIDAZIONE CONTRO IL SEGRETARIO NAZIONALE DELLA FGS
A Foggia, città in cui vive e svolge la sua attività professionale, il segretario nazionale della FGS Luigi Iorio è stato vittima la scorsa notte di gravi indimidazioni con minacce di morte a causa della sua annunciata partecipazione alla presentazione del libro dell'intellettuale di destra Domenico Di Tullio "Nessun dolore", in programma oggi nel capoluogo di Capitanata.
Dalla tarda serata di ieri e per gran parte della notte, Iorio è stato raggiunto da numerose telefonate anonime e chiamate al citofono della sua abitazione nelle quali gli è stato minacciosamente intimato di non partecipare all'evento.
Inoltre questa mattina, sul portone d'ingresso ai locali della federazione del Psi di Foggia è apparsa la scritta "Iorio fascista!" con tanto di falce e martello.
Gli episodi sono stati denunciati al comando dei Carabinieri di Foggia e oggi Iorio, che ha confermato la propria partecipazione all'evento in programma, si recherà all'appuntamento scortato dalle forze dell'ordine.
Il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini, informato dell'accaduto ha espresso a Iorio "la fraterna solidarietà dei socialisti e la ferma condanna di simili episodi gravi e inqualificabili che denunciano il rinascere di un preoccupante e inaccettabile clima di intolleranza".
Il segretario della federazione foggiana del Psi Antonio Piarullo, in un comunicato, ha espresso a Iorio la solidarietà dei socialisti foggiani. "Quello che è accaduto stanotte - ha osservato Piarullo - riporta la nostra memoria all'infame clima degli anni di piombo”.
Laconico il commento di Iorio: "E' tanto surreale quanto grave che oggi pomeriggio per presentare un libro debba andare scortato dalle forze dell' ordine"
Inoltre questa mattina, sul portone d'ingresso ai locali della federazione del Psi di Foggia è apparsa la scritta "Iorio fascista!" con tanto di falce e martello.
Gli episodi sono stati denunciati al comando dei Carabinieri di Foggia e oggi Iorio, che ha confermato la propria partecipazione all'evento in programma, si recherà all'appuntamento scortato dalle forze dell'ordine.
Il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini, informato dell'accaduto ha espresso a Iorio "la fraterna solidarietà dei socialisti e la ferma condanna di simili episodi gravi e inqualificabili che denunciano il rinascere di un preoccupante e inaccettabile clima di intolleranza".
Il segretario della federazione foggiana del Psi Antonio Piarullo, in un comunicato, ha espresso a Iorio la solidarietà dei socialisti foggiani. "Quello che è accaduto stanotte - ha osservato Piarullo - riporta la nostra memoria all'infame clima degli anni di piombo”.
Laconico il commento di Iorio: "E' tanto surreale quanto grave che oggi pomeriggio per presentare un libro debba andare scortato dalle forze dell' ordine"
martedì 17 maggio 2011
Il Varesotto non è leghista.
La Lega è un partito populista, incoerente, clientelare e violento.
Lo andiamo dicendo da anni, e sembra che gli elettori se ne siano accorti.
Lo andiamo dicendo da anni, e sembra che gli elettori se ne siano accorti.
Si sono accorti che (a meno che non ti chiami “Renzo la Trota Bossi”) difficilmente la “Lega delle Poltrone per l’indipendenza della Terra di Mezzo” abbia qualche attenzione nel difendere e promuovere i diritti e gli interessi dei cittadini.
Abbiamo notato l’inversione di tendenza questa mattina, spulciando i dati delle elezioni amministrative.
A Gallarate la Lega passa dal 26% del 2010 al 21% del 2011.
A Varese perde 3 punti percentuali, e il suo candidato dovrà andare al ballottaggio.
A Busto Arsizio dal 29,5% delle scorse regionali la Lega precipita al 22,9%.
A Castellanza i verdani perdono altri 2 punti (dove il candidato PDL vince le elezioni).
A Malnate la botta più forte: dal 28% registrato nel 2010 al 17,5% di ieri, il “clan” perde circa 800 voti.
Anche in tanti piccoli comuni la Lega viene bocciata, per esempio a Caronno Pertusella ed a Cislago, che ha rinnovato la fiducia al sindaco uscente, il socialista Luciano Biscella.
I leghisti perdono anche Albizzate e Vergiate.
Non sarà un collasso, vinceranno alcuni ballottaggi (a Gallarate non hanno ottenuto neanche quello), ma è sicuramente una battuta d’arresto fortemente simbolica, nel “feudo” varesotto.
Coordinamento Provinciale Giovani Socialisti - Federazione di Varese
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